Biografia di Francesco Greco

Francesco Greco è un cantautore italiano nato a Taranto. A 8 anni iniziò a creare con la tastiera le sue prime melodie, seppur per gioco, a 15 anni comprò la sua prima chitarra elettrica, così inizio ad alternare i 2 mondi scoprendo di avere una buona predisposizione creativa che lo portò a scrivere i suoi primi brani. A 16 si iscrisse al conservatorio anche se dopo un breve periodo dovette lasciare a causa di un gioco pericoloso che si trasformò in un grave incidente da cui ne uscì vivo con danni fisici permanenti. I suoi primi testi erano incentrati sull'uso di droghe leggere e sull'esoterismo dove in una sua canzone parlava di esseri soprannaturali immaginari (o forse reali) che influenzavano la tranquillità notturna, influenzato a sua volta della religione che sua madre gli inculcava. Il suo primo stile musicale metteva in risalto morbidi arpeggi di chitarra che esplodevano in ritornelli distorti. Le sue canzoni venivano composte di notte dove tra una canna e qualche arpeggio di chitarra percepiva una densa atmosfera con in mente la piacevole idea di imitare la moda dei vecchi musicisti rock. Durante la sua adolescenza studiò come tecnico del suono occupandosi di arrangiamenti, missaggi e mastering. Dopo gli eccessi adolescenziali a causa di un allergia asmatica cronica abbandonò il sogno di fare il cantante frustato dall'impossibilità di cantare nei live ma continuando a scrivere canzoni personali destinate a rimanere private a se stesso. In quegli anni iniziò ad isolarsi dalla gente modificando nettamente il suo stile di vita invertendo il giorno con la notte iniziando a scrivere canzoni malinconiche come Storia infinita, Ti ritorno nei pensieri, Non è una bugia o Amore e cose da capire (attualmente l'unica canzone che ha reso pubblica) che defini' ispirate da forti emozioni. L'intendo era quello di trasformare le sensazioni in canzoni che avevano l'obbiettivo di far rivivere il passato nel presente, al punto che iniziò a vedere la musica come un esperimento scientifico, indipendentemente dalle tendenze del momento e dagli schemi standard di come si struttura una canzone con il concetto di pochi strumenti e molta atmosfera. Intanto proseguì alcuni studi che gli impegnavano gran parte del tempo spinto dalla paura di un futuro lavorativo sempre più incerto. Grazie ai suoi studi iniziò ad occuparsi di realizzazione di siti web, webmarketing e seo riuscendo a rendere popolari online progetti di vario genere, tra questi il sito di recensioni musicali http://www.strumenti-musicali.info/ che nel giro di pochi anni fù visitato da oltre 5 milioni di utenti generandogli anche dei piccoli guadagni. Dopo i suoi 28 anni a causa di insoddisfazioni personali e della crisi economica sfruttò le sue conoscenze informatiche per promuoversi come accompagnatore per donne, ebbe un buon successo iniziando ad avere contatti da parte di donne di varie città italiane attirando anche l'attenzione di testate giornalistiche nazionali (today, affariitaliani, ecc.) che comunciarono a parlarne definendolo il gigolò italiano più conosciuto sul web. Attirò anche l'attenzione di alcune emittenti televisive nazionali che gli proposero delle ospitate in noti programmi televisivi a cui rinunciò per mantenere la sua privacy e non essere un fenomeno usa e getta. Il suo sogno era quello di avere una vita normale NON C'E' PIU' TEMPO, LA VITA E' UNA, PORTIAMO IN ALTO I NOSTRI PROGETTI E GODIAMOCELI AL MEGLIO PER NON RIMPIANGERLI NEL NOSTRO FUTURO, BENVENUTI NEL MIO MONDO.. FRANCESCO GRECO.

venerdì 30 dicembre 2011

Mi trovavo a volare - Francesco Greco (2011)

Canzone scritta verso gli inizi del 2011, raccontando un sogno strano, sembrava un avventura, ma dietro tutto questo c'èra un senso di tristezza. La paura di continuare un percorso inutile...


Mi trovavo a volare - Francesco Greco (2011)

Mi trovavo a volare, non so come ma lo potevo fare, e poi, no, non ero solo, riuscivamo, ad andare sempre piu in alto.

Ma la gente ci guardava perplessa, credeva fossero degli ufo, e noi avevamo paura, di farci avvistare - volevamo atterrare nascosti.

Arrivammo su una terrazza, c'era un uomo solo e armato, che ci salutò, e noi diffidenti, da una finestra, vedevamo l'alto e il vuoto, (parl.) che ci fa paura.

Volevamo scappare, io riprovo a volare, e tu ti sosterrai a me, buttiamoci nel vuoto senza la paura di cadere.

E così prendemmo il volo, arrivando in posti sconosciuti, e un gruppo di bambini, che giocavano, ci aiutarono a liberarci da una rete che ci intrappolava.

Eravamo come farfalle, arrivate lontano, e all'improvviso sotto c'era il mare, da seguire verso l' infinità.

Ma non basta nuotare, ho paura di cadere e di affogare, proseguiamo via terra, anche se c'è sempre il rischio di morire.

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